Il futuro della mobilità condivisa? L’auto che viene da te!

Fiat 500e Pikyrent a guida autonoma per il robo-sharing a Milano

Pikyrent, Auriga e Politecnico di Milano sperimentano il robo-sharing: una nuova frontiera della mobilità urbana che integra guida autonoma e car sharing.

Immagina di prenotare un’auto dall’app e, anziché doverla raggiungere a piedi, vederla arrivare autonomamente nel punto di prelievo prescelto. E, una volta terminato il viaggio, poterla lasciare senza preoccuparti di cercare parcheggio.

È questa la visione alla base del robo-sharing, l’innovativo modello di mobilità condivisa che Pikyrent, in collaborazione con Auriga e il team di ricerca AIDA del Politecnico di Milano, sta sperimentando a Milano.

L’obiettivo è rendere il car sharing ancora più accessibile, pratico ed efficiente, superando due dei principali ostacoli all’utilizzo dei veicoli condivisi: la distanza dal mezzo disponibile e la difficoltà di trovare parcheggio.

La vera sfida dello sharing? Avere un veicolo vicino quando serve.

Le analisi condotte attraverso la piattaforma tecnologica B2-Ride, utilizzata da Pikyrent per la gestione della mobilità condivisa, evidenziano un dato significativo: circa il 60% degli utenti abbandona il processo di noleggio dopo aver verificato la distanza dal veicolo più vicino.

La maggior parte delle persone è infatti disposta a camminare da 1 a 5 minuti per raggiungere un mezzo condiviso. Quando la distanza aumenta, diminuisce sensibilmente anche la propensione a utilizzare il servizio.

A questo si aggiunge il problema del parcheggio, che rappresenta una delle principali criticità segnalate dagli utenti.

E se fosse possibile superare entrambi questi ostacoli grazie alla tecnologia?

Come funziona il robo-sharing?

Il progetto sperimentale utilizza una Fiat 500e elettrica, dotata di tecnologie che consentono al veicolo di muoversi autonomamente nelle fasi di avvicinamento e riposizionamento.

Il funzionamento è semplice:

  1. Prenoti l’auto dall’app. Il veicolo parte autonomamente dal proprio hub e raggiunge il punto di prelievo prestabilito.
  2. Guidi tu. Una volta a bordo, utilizzi normalmente l’automobile per raggiungere la tua destinazione.
  3. Al parcheggio pensa l’auto. Terminato il noleggio, il veicolo si sposta autonomamente verso un hub o una stazione di ricarica.

Una soluzione che, una volta completata e validata la sperimentazione, potrebbe trasformare radicalmente l’esperienza del car sharing, rendendola molto più simile a un servizio di mobilità personalizzato.

Meno veicoli, più disponibilità: una mobilità più intelligente e sostenibile

Il robo-sharing non punta semplicemente a introdurre la guida autonoma nel car sharing, ma a ripensare il modo in cui le flotte vengono distribuite e utilizzate nelle città.

Grazie all’integrazione tra guida autonoma e piattaforme digitali di gestione, i veicoli potrebbero riposizionarsi in funzione della domanda, migliorando la disponibilità del servizio senza necessariamente aumentare il numero di auto in circolazione.

I potenziali benefici riguardano anche la sostenibilità ambientale, la riduzione dei tempi improduttivi, l’ottimizzazione degli spazi urbani e una maggiore efficienza operativa.

Secondo le stime dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, lo sviluppo della mobilità autonoma e condivisa potrebbe generare in Italia fino a 6,1 miliardi di euro di benefici sociali entro il 2050, contribuendo a ridurre il numero di veicoli privati e a migliorare la sicurezza stradale.

Pikyrent guarda al futuro della sharing mobility

Con questa sperimentazione, Pikyrent conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni innovative capaci di rispondere alle reali esigenze di mobilità delle persone e delle città.

La sfida non è avere sempre più veicoli sulle strade, ma rendere quelli disponibili più accessibili, intelligenti ed efficienti.

Il robo-sharing rappresenta un passo importante in questa direzione: un modello in cui tecnologia, sostenibilità e semplicità d’uso si incontrano per costruire una nuova generazione di servizi di mobilità condivisa.

Perché il futuro dello sharing potrebbe non essere più cercare un’auto, ma lasciare che sia l’auto a trovare te.